In “Argentum Nebula” alcuni grandi dipinti a tecnica mista su tela di lino sono exempla della particolare sintesi di figurazione e astrattismo geometrico che caratterizza la pittura di Dany Vescovi. Ad essi fanno da contrappunto inediti lavori realizzati con materiali e pigmenti opalescenti o metallici su carta. Suggestive e preziose Tracce, queste pitture di piccolo formato riflettono la più recente evoluzione nella ricerca artistica dell’autore. Muovendo dal dato naturale, egli scompone forma e colore di un fiore, di una foglia o di una goccia di rugiada per ricrearne l’essenza entro una alterità visivamente dinamica. Crea così una immagine che pare scaturire da una griglia di vetri, lucidi o smerigliati, che rifraggono o viceversa assorbono le lunghezze d’onda di un arcobaleno. È una visione che affascina, inducendo l’osservatore a fantasticare fra piani spazio-temporali di realtà e immaginazione che si intercalano all’infinito: in questa dimensione multisfaccettata, gli elementi della natura paiono dissolversi in una nebbiolina segnata da scie di luce bianca e costellata da inafferrabili globi di colore puro. Cercando con lo sguardo i fiori rarefatti che si fanno segno, rilievo o impressione nelle Tracce di Dany Vescovi, sovviene alla mente una poesia (95) di Emily Dickinson: “I miei fiori son per i prigionieri, occhi velati dalla lunga attesa, dita cui fu negato cogliere, pazienti fino al Paradiso. Per questi, se potranno sussurrare / dell’alba e di brughiere, non hanno altro messaggio, e non ho altra preghiera”.

 

Melanie Zefferino  

Dany Vescovi

Nato a Milano nel 1969, inizia a studiare pittura giovanissimo per poi perfezionarsi con Alvaro Monnini e diplomarsi all’Accademia di Brera, dove è docente di Cromatologia.
Nel corso degli anni ha operato in diverse realtà creative e intrapreso collaborazioni con altri artisti, per esempio partecipando alla realizzazione di un murale su progetto di Marcello Jori (1990) e assistendo Aldo Mondino nell’allestimento della sala a lui dedicata alla Biennale di Venezia (1993). In ambito teatrale ha realizzato, fra l’altro i costumi disegnati da Romeo Gigli per il Flauto Magico (1994). Nel 2004 ha disegnato la copertina e curato la grafica di un album e videoclip degli Audiorama. In quello stesso anno è stato selezionato per la campagna pubblicitaria Free Spirit in Art. Ha inoltre lavorato nella a moda e nel design. Il suo dipinto Rose gialle con galaverna (2003) è stato scelto per la copertina di E io, che ho le rose fiorite anche d’inverno? di Aldo Busi, edito da Mondadori.

Artista raffinato, capace di spaziare in molteplici ambiti, Dany Vescovi ha esposto i suoi lavori in numerose mostre personali e collettive, in Italia e all’estero.

 

©  Febo e Dafne, 2016

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