Luisa Raffaelli, Libro Bosco, 2015.

 

 

In concomitanza con il XXVIII Salone Internazionale del Libro di Torino, Luisa Raffaelli accende il dialogo fra arte e parola scritta in una mostra / evento off  a cura di Melanie Zefferino e promosso dall'associazione culturale Febo & Dafne, nuova realtà torinese che raccoglie l’eredità della Galleria Dieffe per l’arte contemporanea.

 

 

 

 

L’ineffabile si esprime attraverso i Flying Books di Luisa Raffaelli, Libri volanti dai fogli in piombo argentato fra i quali si cela lo sguardo di autori privati della libertà di espressione. La narrazione si fa immagine dai toni di bianco nei preziosi Libri-scultura in legno, tela e metallo, mentre parole-personaggio si animano in un Living Book (che unisce in sé scultura e video) per poi prender forma tridimensionale altrove. Nell’installazione Thirst (Sete) un "libro volante" si posa su una conca d'acqua per abbeverarsi. Altri Flying Books celano lo sguardo di autori che subirono la censura. E sono ancora i “libri” a portare lo sguardo dell’osservatore nel cielo fotografato dall'artista, ove fluttuano pagine di memoria e immaginazione.

In quel cielo riappare la figura femminile protagonista dei lavori fotografici più noti di Luisa Raffaelli, una donna con i capelli rossi, elemento distintivo della sua identità inafferrabile, sfuggente. Il tema della “fuga” ricorre nell’opera dell’artista, declinato in evasione tanto dagli alveari metropolitani della realtà sensibile quanto dalle chiusure solipsistiche del mondo interiore e si ripresenta anche nelle fotografie multiplo-non-multiplo esposte in questa mostra  Si può fuggire in molti modi, dice Raffaelli, “nella disseminazione del corpo, nelle reti informatiche, o in una dimensione nuova” —  un cielo aperto a nuovi punti di vista in cui si librano Città Nido e Alberi Infiniti, ma anche libri e pagine che “volano”. A pensarci, queste opere emblematiche possono richiamare alla memoria la fuga aerea di Casanova dai piombi di Venezia nella dimensione onirica di Federico Fellini e del suo indimenticabile interprete, Donald Sutherland.

Recentemente Luisa Raffaelli ha ripreso l’idea all’origine dei Flying Books esposti anni orsono a Firenze, Castello di Volpaia, dando vita allora a un discorso sulla libertà di espressione drammaticamente aggiornabile al contemporaneo. Alcuni di quei Libri volanti affascinarono Giulio Einaudi,       che li volle per sé.

Presentati per la prima volta in questa mostra sono oltre venti Flying Books, "libri volanti" dalle pagine in tela e piombo argentato cariche di memoria,   e dunque pesanti, ma che “volano” come pensieri in uno spazio libero. Sulla superficie increspata delle loro pagine mosse dal vento la parola non è inchiostro bensì scintillio di luce riflessa, ossimoro di ciò che diviene storia.  In alcuni di questi Libri-scultura si scorge lo sguardo di autori che subirono  la censura ma che ancora oggi, citando Einaudi, “offrono prospettive, non consuntivi”. L’artista riprende il messaggio di questi scrittori tacitati, e aggiunge dunque la propria voce all’eco di una narrazione infinita.

Nell’installazione Thirst parole e immagini paiono quasi affiorare, come entità evanescenti, in una conca d’acqua dove si “abbevera” un "libro" assetato di libertà prima di riprendere il volo spiegando le sue pagine-ali. Il tema dell’acqua come elemento vitale, oppure di esplorazione o limite, è stato affrontato in diversi modi dall’artista in passato e qui riappare reiterato nella sua primeva interpretazione. 

Le opere presentate in questa mostra rispecchiano i più recenti sviluppi nel lavoro di Luisa Raffaelli, che ha voluto ritornare ai primi linguaggi della sua evoluzione creativa, seppure rielaborandoli in una sorta di continuità. Così la scultura si coniuga con la pittura bianco su bianco, ripresa dopo un tem- poraneo accantonamento a favore di una ricerca artistica tesa a coniugare fotografia ed elaborazione digitale senza mai trascurare l’installation art. Luisa Raffaelli si rivela dunque un’artista capace di valicare i confini fra le arti attraverso inedite sinestesie, sperimentate anche avvicinandosi al design — per esempio attraverso le sue Sculture-scatola, Sculture-lampada e Colonne Sonore, sorta di totem familiari che lei stessa ha denominato “architetture domestiche”. Ma sono i suoi Flying Books a spaziare con infinita leggerezza fra passato e presente evocando visioni di storie. “Libri che hanno visto e che vedono”, dice l’artista. Libri-scultura che permettono a chi “legge” la loro “narrazione” di andare oltre il possibile vedere.

Come specchio in cui Narciso guarda la sua immagine riflessa, nella preziosità delle loro pagine argentate questi libri d’arte esprimono ciò che sta oltre la parola e l’immagine.

 Luisa Raffaelli, Flying Book, 2015.

 

 

FLYING BOOKS

Mostra personale di Luisa Raffaelli
A cura di Melanie Zefferino
 
EVENTO OFF del XXVIII
Salone Internazionale del Libro
 
 

FLYING BOOKS

DI LUISA RAFFAELLI
A cura di Melanie Zefferino

13 - 24 maggio 2015

 Innerspace - Via Cesare Battisti 17, TORINO

L'Associazione Culturale Febo & Dafne e l'Artista ringraziano

il Dr. Marco Pautasso, direttore attività culturali del Salone Internazionale del Libro di Torino,

e gli sponsor che hanno reso possibile questo evento off.

 Luisa Raffaelli, Libro liquido, 2015.

 

 

EVENTO NELL'EVENTO
Mercoledì 20 maggio 2015, dalle ore 18.00
 
INCONTRO CON L'ARTISTA
seguito da 
recital
di brani letterari tratti da testi di autori i cui sguardi s'intravedono nei Flying Books di Luisa Raffaelli
e performance del
BESTIAME ETIMOLOGICO
di, e con Marco Gobetti

An off-event of the XXVIIIth Salone Int.le del Libro di Torino.

The ineffable shows through the silver-gilt lead leaves of the Flying Books that fascinated Giulio Einaudi. A Flying Book is perched on the water basin of the installation Thirst, whilst others bring in the glances of authors who once lost freedom  of expression. Narrative becomes image in the sculptural books made of wood and canvas, whilst words-as-characters become animated in the Living Book, and three-dimensional elsewhere.  And in the sky of the artist's photographs we see floating pages  of memory and imagination.  

©  Febo e Dafne, 2016

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