NATURALISMI

 

Dal 14 settembre al 30 ottobre 2021

In occasione di Ouverture TAG la mostra inaugura il 14 settembre 2021 dalle ore 15,00 alle ore 22,00

E partecipa ad Exhibito fino al 18 settembre 2021 dalle ore 15,00 alle ore 20,00

Febo & Dafne partecipa ad Ouverture TAG e ad Exhibito con la mostra collettiva "Naturalismi", un progetto espositivo nato in collaborazione con l’artista Alberto de Braud e la galleria. In dialogo, sul tema della natura, le opere di: 

Alberto de Braud, Svitlana Grebenyuk, Mauro Maffezzoni, Camilla Marinoni,

Marc Vincent Kalinka,  Julia Krahn, Alessandro Pessoli, Velasco Vitali.

TORINO 2021 - Naturalismi è un progetto espositivo nato nel 2018 da un’idea dell’artista Alberto de Braud con lo scopo di creare un dialogo su di un tema tanto universale quanto imprescindibile, quello della natura. Febo e Dafne presenta il secondo capitolo della mostra Naturalismi in occasione della riapertura della stagione espositiva torinese, partecipando ad Ouverture TAG e ad Exhibito, con l’inaugurazione congiunta dal 14 al 18 settembre. Ogni capitolo del progetto Naturalismi propone artisti ed opere differenti e sviluppa il confronto di idee e sensibilità su di un tema universale e molto attuale, viste le urgenze dei tempi che l’umanità sta vivendo.

Il rapporto con la natura da parte dell’artista non è vincolato a nessun preconcetto formale o interpretativo, a ribadire quel legame imprescindibile che l’uomo ha con la natura - tema che rimane fondamentale anche per la società post-moderna e digitalizzata, seppur spesso negato.

Ne emerge una tecnica di lettura personale che spazia dal politico, al sociale fino al concettuale. Naturalismi rappresenta quel sottile filo conduttore che, attraversando tempi e modi, ha da sempre indirizzato lo sguardo curioso dell’artista verso il mondo al di fuori di se stesso e lo ha usato come pretesto per offrire al fruitore uno spunto di riflessione.

Si legge nel testo di Horatio Goni Rinaldini, che introduceva il primo capitolo di Naturalismi: “Cosi, penso, sia naturale far scorrere e dirigere il proprio sguardo in movimento, orientandolo

a partire da un’opera vicina, e spostarlo verso altre più lontane, trovando nuovi significati e dinamiche tra loro”. Con questo breve statement possiamo comprendere la finalità ultima di Naturalismi: offrire al visitatore, attraverso la selezione delle opere esposte, un compendio, un excursus eterogeneo, di letture e sensibilità nei confronti di un argomento imponderabile per quanto vasto, ma che appartiene ad ogni individuo. Lo sguardo dell’osservatore si sofferma sul particolare che ogni opera inquadra, egli autonomamente potrà fare un lavoro di sintesi, sommando e confrontando i vari input che ogni artista offre come contributo al dialogo.

Naturalismi non si propone di offrire una tesi, ma piuttosto rendere evidente la molteplicità del reale e le differenti sensibilità individuali, restituendo all’osservatore l’autonomia della lettura.

Alberto De Braud
I critici che hanno scritto sul suo lavoro riconoscono nella scelta della tecnica di lavorazione del bronzo e della ceramica il legame con la scultura classica, poi stravolto e interpretato con la scelta dei soggetti. Alberto de Braud si appassiona all’accumulazione, alla sequenza, alla moltiplicazione. Nei suoi lavori in cui oggetti, ormai decontestualizzati, si ripetono, alcuni critici hanno visto l’enfatizzazione della dimensione del gioco, altri il tentativo fallimentare dell’uomo verso l’alto, sempre frustrato dal senso di precarietà. Filo conduttore delle sue opere rimane il concetto di idea metaforica in cui tale processo fornisce allo spettatore solo frammenti della realtà, segni vuoti senza senso, che montati insieme assumono un significato nuovo, arbitrario ed imposto dall’artista.
Mauro Maffezzoni
Ho accumulato quadri per decenni. Di tutti i tipi, divisi per categorie, generi, gruppi e sottoinsiemi. Li ho esposti in spazi a centinaia, come antiche quadrerie barocche .Ho dipinto tutto il possibile, ho scandagliato e depredato tutte le epoche e tutti gli stili, poi mi sono fermato. Sono immagini del mondo dipinte, quadrilateri di tutte le dimensioni. Quello che vedevo non era tanto il contenuto dai più innumerevoli significati, ma il senso dell'accumulo compulsivo tendente all'infinito e ho iniziato a raccontarlo dipingendo quadri fatti di quadrati delle più svariate dimensioni e colori. Mentre prima i miei lavori avevano come titolo delle sigle numerate, quelli nuovi sono titolati con frasi in inglese tratte da canzoni che seleziono e accumulo pronte per essere colte ed assegnate agli accumuli di quadrati che compongo.
Il lavoro di Julia Krahn si interroga sulla permeabilità dello sguardo tra identità dell’artista e dello spettatore. Gli oggetti quotidiani, i simboli, le tracce del passato sono così ridefiniti attraverso l’immagine fotografica in opere che si caratterizzano per una fluidità ambigua: più che il racconto dello scorrere del tempo o la costruzione di una storia, all’artista interessa cristallizzare, cioè trasformare da stato liquido a solido, i frammenti di un reale privato e segreto.

Marc Vincent Kalinka ha cominciato tardi con l'arte, a 37 anni partecipa alla prima mostra, la Biennale di Mosca del 2005, e a 40 alla prima personale in Svizzera. Nel giro di pochi anni partecipa a Frieze Art Fair, Loop Barcellona, Arco e Just Madrid, Scope NY e in diverse fiere internazionali, mostre e progetti in musei importanti, tra cui il Museo Statale di San Pietroburgo. Ha esposto e collaborato con molti artisti di fama

Ha lavorato con tutti i generi e materiali possibili: sculture in metallo, legno e vetro, fotografia manipolata o di ambienti alterati, serigrafia, video, audio, installazioni, pittura.

1. Alberto de Braud Edera, 2014,bronzo,200x65x40 cm.jpg
Edera 2014 -bronzo 200x65x40

Velasco Vitali è uno degli artisti italiani che meglio rappresentano la crisi della condizione umana, che si amplifica in una vera e propria rottura cosmologica. Le sue composizioni sono degli aggregati di frammenti scomposti, come barlumi che provengono da una stella ormai distrutta. Ma la luce – anche la luce “nera” – che promana dalle sue opere non cessa di illuminarci, rivelandoci orizzonti nuovi e paesaggi inaspettati, ove si scambiano i ruoli forme umane, animali, vegetali, minerali e residui di più o meno antiche tecnologie. Proprio questo apparente disordine, capace però di rivelarsi come un ordine più inquietante e sottile, fa di Velasco uno degli interpreti più adeguati, nella figurazione artistica, delle sfide che vengono dal mondo della scienza, della tecnica e dell’economia globale.

Giulio Giorello

10. Velasco Vitali, Goldwatch “silenzio” 9, cm. 30x30  anno 2020 .jpg
Goldwatch “silenzio” 9, cm. 30x30  anno 2020
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Sofonisba

Camilla Marinoni è nata a Bergamo dove attualmente vive e lavora. Nel 2003 si diploma in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano e nel 2007 consegue, presso la stessa accademia, il diploma specialistico in Arte Sacra Contemporanea.

Nel 2007 ha ha partecipato al corso d'eccellenza di Scultura, Gioiello e Design presso il Centro TAM a Pietrarubbia (PU), presieduto da Arnaldo Pomodoro con la direzione artistica di Nunzio Di Stefano.

Al centro del lavoro di Camilla Marinoni c’è un racconto intimo e personale riferito agli aspetti sociali e spirituali del vivere quotidiano e di cui si fa inevitabilmente esperienza. Tutto viene filtrato e rielaborato attraverso il suo sguardo e l’utilizzo del suo corpo.

Il vuoto, le ferite, la cura e la memoria sono i temi frequenti che emergono e che cercano di essere da stimolo, da punto di partenza, per una riflessione sul senso dell’esistenza.

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Zaffo 07
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Epitaph-increasing
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Svitlana Grebenyuk è un'artista pluripremiata con sede in Italia le cui opere sono state ampiamente esposte a livello nazionale, così come in Romania, Cuba, Regno Unito e Turchia. La ricerca di forma, struttura, composizione, tecnica e combinazioni di colori nella pittura è stata la base del suo viaggio con diverse serie. Grebenyuk esplora temi relativi alla relazione tra esseri umani e animali. Attraverso la tecnica del monotipo, utilizza colori contrastanti dove la luce cancella particolari tratti e rende il dipinto "in incognito".
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6. Marc Kalinka _Stripes of Green_, 2015, collage di 2 fotografie tagliate a strisce, dibo
Stripes of Green_ 2015 2 fotografie a strisce, dibond e resina 
120x120 cm
La pittura di Alessandro Pessoli si forma attraverso un processo di costruzione e decostruzione linguistica, simbolica, fisica, in cui spesso le parti cancellate, coperte, sopravvissute costituiscono la struttura portante del dipinto, alla ricerca di una verità interiore, che si manifesta nella vitalità dell’immagine e della pennellata, obiettivo a cui l’artista continuamente tende nel suo lavoro. La pittura è sempre stata per Pessoli un linguaggio di elezione, dal suo inizio, fine degli anni Ottanta, ad oggi.
2. Alessandro Pessoli Untitled, 1995, china su carta,35x25 cm.jpg
Untitled, 1995, china su carta
35x25 cm