Sono immagini di uno spazio-tempo sospeso le visioni fissate sulla tela da Tina Sgrò attraverso “questo suo dipingere filamentoso e lieve, d’una indicibile leggerezza e al contempo d’una carnale grevità, d’un fremito emotivo e di un sognate lirismo”, così come lo ha definito Rolando Bellini in occasione della mostra personale dell’artista “Barocco quotidiano” presso la Galleria Dieffe, Torino, nel 2009.

Alcuni dipinti esposti in quell’occasione, facendo eco a una tradizione di pittura d’interni le cui declinazioni torinesi avevano trovato accoglimento a Villa Gualino nel secolo scorso, sono qui riproposti insieme a lavori più recenti di questa pittrice originale e pluripremiata. Nei suoi scorci di ambienti, carichi di ricordi e intrisi di una  poetica che riporta alla mente alcuni versi famosi di Natalia Ginzburg dedicati al suo Leone, prevalgono toni bruni, grigi e violacei di un’atmosfera soffusa, fugace, in cui i “graffi” sul colore paiono segni scaturiti dal liberarsi della memoria emozionale. Sono segni che lasciano trapelare la luce bianca del sud, la luce della Magna Grecia che permea l’anima e la pittura di Tina Sgrò.

Tina Sgrò

Diplomatasi all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, sua città natale, Tina Sgrò esordisce sulla scena artistica contemporanea nel 1998, classificandosi seconda al Premio “Morlotti-Imbersago”, premio biennale di pittura dedicato alla figurazione per giovani artisti. L’anno seguente vince il 1° Premio al concorso di pittura “Il Pendio” (Corato, Bari) e si distingue quale finalista in diverse altre manifestazioni di prestigio.

Dall’alba del nuovo millennio si afferma riscuotendo il favore della critica nell’esporre i suoi lavori in diverse mostre, collettive e personali, sia in Italia che all’estero - approdando fra l’altro alla Fondazione Mazzullo di Taormina e al Museum of the Living Artist presso il San Diego Art Institute in California. Quale vincitrice di concorso, nel 2003 e 2011 l’artista vede l’inclusione delle sue pitture in collezioni pubbliche, in particolare nella collezione di opere d’arte della Corte dei Conti di Potenza e in quella conservata a Grosseto nella sede della Questura e della Polizia di Stato. Nel 2006 ottiene il Premio Arte Mondadori, Targa d’oro per la pittura, presentando i suoi dipinti al Museo della Permanente di Milano. Nel 2009 è vincitrice del Festival delle Arti di Bologna, nella categoria “arti figurative”, e in quello stesso anno si assicura anche il Premio di Pittura della Città di Novara. Nota da tempo a un pubblico d’elite anche grazie allo spazio dedicatole nella rivista “AD Architectural Digest – Le case più belle del mondo” nel novembre 2003, l’opera di Tina Sgrò sarà inclusa prossimamente nel Catalogo dell’Arte Moderna dell’Editoriale Giorgio Mondadori.

©  Febo e Dafne, 2016

  • facebook-square
  • Twitter Square
  • Google Square