Dal 21 al 24 marzo Il progetto "Le bambine salvate" di Stefano Stranges alla Triennale di Milano.

 

Nell'ambito della prima edizione di Fo. To. Fotografi a Torino che si svolge dal 3 maggio al 29 luglio 2018, presso Febo & Dafne la personale con il progetto Le bambine salvate di Stefano Stranges

Le bambine salvate

(Idappadi, Tamil Nadu)

Reportage di Stefano Stranges – Testi di Federica Tourn

 

C'è una ragazza in un villaggio, nel cuore dell'India del sud, che prende appunti sui muri di casa: operazioni, scritte, numeri e frecce che si inseguono fino alla soluzione del problema. Harini ha diciannove anni e studia ingegneria civile; ogni mattina, dopo aver aiutato la madre in casa, fa un'ora di strada in bus per raggiungere l'università. Vive con i genitori in due stanze senza finestre costruite sul retro della bottega da barbiere del padre, ma nella piccola corte c'è anche un pezzo di terra dove il cane prende il sole contento e c'è spazio per sognare in grande.

Harini ha una figura sottile, i capelli intrecciati e un sorriso gentile che non nasconde il desiderio di diventare governatrice del distretto, un giorno: studiare, passare gli esami e superare i concorsi non è certo una cosa facile, soprattutto per chi proviene da una famiglia umile come la sua, ma lei non ha intenzione di farsi scoraggiare dalle difficoltà.

Forse non è un caso che sia devota a Narayani, una forma della dea madre, uno dei nomi con cui nell'induismo viene chiamata Durga, simbolo di forza indomabile e incarnazione della Shakti, l'energia creativa femminile. La parete della stanza dove dorme è completamente tappezzata di immagini di divinità compiacenti, su cui Harini poggia delicatamente il palmo delle mani. «Dio ci ha benedetti quando ci ha fatto cambiare idea e non ha permesso che la uccidessimo appena nata». Chokkamali, la madre di Harini, racconta in una frase il destino che si è capovolto all'improvviso, per volontà di un uomo sconosciuto che per cinque giorni di fila si è seduto davanti al padrone di casa e lo ha letteralmente pregato di risparmiare sua figlia.

 

Harini è una delle bambine salvate dal progetto “Poonthaleer” – che in lingua tamil significa “sbocciare” – inaugurato vent'anni fa da Terre des Hommes Core a Idappadi, nel distretto di Salem, Tamil Nadu, per fermare la pratica dell'infanticidio femminile.

Dal 1998 al 2009, grazie al sostegno di Terre des Hommes Italia, “Poonthaleer” ha riscattato 1.558 bambine dalla morte: di queste, il 90% è rimasto con la famiglia e il 10% è stato dato in adozione.

 

Salvare una bambina significa anche operare per un cambiamento di mentalità, in un mondo ancora prevalentemente rurale, in cui l'organizzazione sociale è profondamente patriarcale.

«Crescere una femmina è come innaffiare la pianta del vicino», recita un detto popolare indiano. Le figlie infatti, una volta sposate, sono destinate a lasciare la casa dei genitori per quella del marito. La terza figlia, in particolare, come nel caso di Harini, è spesso condannata: troppe femmine da allevare, senza contare la dote per il matrimonio, vietata per legge dal 1961 ma di fatto ancora in vigore in tutto il paese. Se poi il quarto nato è una femmina, una superstizione popolare vuole che sia segno di sventura e debba quindi essere eliminata.

 

Nei villaggi intorno a Idappadi, dopo vent'anni l'infanticidio è stato ormai praticamente azzerato grazie all'azione di Terre des Hommes. Un successo raccontato attraverso i volti e le storie di Harini, Indhumathi, Jothika, Dhanalakshmi, Karthika, alcune di queste figlie indesiderate che oggi sono cresciute, hanno frequentato la scuola e sono determinate a concretizzare i loro sogni. E soprattutto sono convinte che non debbano più esserci discriminazioni di genere. O per usare le parole di Jothika, 17 anni: «i maschi e le femmine devono avere le stesse opportunità: se avrò una figlia la tratterò come una cosa preziosa».

 

“Le bambine salvate” è anche un reportage fotografico di Stefano Stranges, che ha vinto il contest #ioalzolosguardo organizzato dal Festival dei Diritti Umani. Realizzato grazie al sostegno di Terre des Hommes Italia, sarà esposto alla Triennale di Milano dal 20 al 24 marzo 2018.

 

(Federica Tourn)

©  Febo e Dafne, 2016

  • facebook-square
  • Twitter Square
  • Google Square