The Others art Fair 2019- Torino

31 ottobre – 3 novembre 2019

Ex Ospedale Militare A. Riberi - TORINO – Corso IV Novembre 80/a

ORARI DI APERTURA

Giovedì 31 Ottobre | 16.00 – 01.00 / Opening Party dalle 21.00

Venerdì 01 Novembre | 16.00 – 01.00

Sabato 02 Novembre | 16.00 – 01.00

Domenica 03 Novembre | 11.00 – 21.00 / Closing Party dalle 20.00

Fondata a Torino nell'aprile 2015 in forma di associazione culturale, Febo e Dafne persegue la promozione di artisti a diversi stadi di carriera. La mission della galleria è agire da punto d’intersezione non solo con il fruitore, ma anche con differenti associazioni ed enti che interagiscono nell’ambito delle arti, attivando collaborazioni e partecipazioni.

La direzione artistica della galleria Febo e Dafne non vincola le proprie scelte a determinate tecniche o ambiti, proprio in funzione della sua identità di snodo. La selezione per il progetto The Others 2019 mantiene l’eterogeneità della proposta in coerenza con la ricerca della galleria.

Differenti tecniche esprimono differenti sensibilità, ognuna volta ad indagare un aspetto del reale o delle vite che interagiscono con esso.

Luisa Raffaelli, Rachel Schwalm, Claudio Napoli, Pier De Felice.


La proposta si espone in due stand distinti. Uno interamente dedicato a Luisa Raffaelli. Il suo è un progetto installativo dal titolo “il lavoro senza corpo”.

L’installazione di Luisa Raffaelli è la rappresentazione di una perdita del nostro tempo, quella del legame fra il lavoro e il corpo, come specifica alienazione contemporanea.

L’artista dissemina nello spazio di una piccola stanza una costellazione di oggetti lignei, all’apparenza sculture armoniche e raffinate, forme primarie con raggi di curvatura ragionati, incastri, incavi e protrusioni apparentemente misteriose ed eleganti. Ad un primo impatto ricordano la poetica del design postmoderno, immaginifico e a-funzionale, di Mendini. Alcune le ha dipinte totalmente d’oro, altre solo parzialmente e pare stiano mutando in oro.

Sono le lavorazioni del legno per gli stampi industriali di macchine utensili. Il legno era lavorato a mano, tornito e modellato, toccato, segnato da appunti di mani operaie e matericamente sensibili. La fusione in ghisa passava attraverso una gestazione di cervello e di mano legati fra loro, sviluppata centimetro per centimetro dalla mano reale dell’uomo e dal disegno per arrivare alla scocca del modello. Anche il disegno era un connubio di manualità e logica legate da un cronometro umano e sincrono. Il tratto a matita è una testimonianza di questo legame e pare ancora fremente nella sua connaturata sensibilità.

Luisa Raffaelli ha recuperato i disegni tecnici, primo elemento materico del progetto, che riempiono carte veline e da disegno sottili come sete. Ha intrecciato le linee sottili e senza incertezze o sbavature, della mina 4H e 2B, con l’anatomia del cervello, del cuore e della mano, dello sguardo umano disegnate in oro come una filigrana.

Nel secondo spazio invece la proposta affianca all’installazione della Raffaelli, la tecnica del video e della fotografia di Claudio Napoli, passando per la pittura sia nella sua veste più tradizionale con le gouaches di Rachel Shwalm, sia nell’accezione materica dei quadri tridimensionali di Pier De Felice.

Attraverso un esperto uso delle tecniche digitali, le foto e i video di Claudio Napoli trasformano la realtà bianca e nera di tutti i giorni nel caleidoscopio di colori in cui ogni mondo interiore è immerso. I suoi lavori sono un ideale viaggio in metropolitana e New York è un paesaggio fantastico di simmetrie in movimento, luci e colori, ma anche passaggi momentanei attraverso il buio dell’introspezione. L’interiorità arriva alla fermata: miriadi di persone seguono il proprio cammino, come un organismo unico che al momento opportuno si scompongono in individualità.

Pier De Felice è un artista in dialogo con il tempo. Il suo lavoro è un’indagine sulla stratificazione. Tavole di legno, scatole di cartone o di tela racchiudono o assemblano oggetti di memoria non più riconoscibili, creano quadri tridimensionali, sculture da parete. Infinite le tecniche utilizzate ed i materiali. Pigmenti, bitumi, colle, resine, cellulose, vinili, un’infinità di input che si riversano nella sua indagine e che emergono, ricreate ed irriconoscibili, in composizioni che assumono nuove forme estetiche compiute e concluse, ma che richiedono lunghissimi tempi di gestazione e di stratificazione.

Suggestioni romantiche, gotiche e dark si mescolano tra i protagonisti dei lavori di Rachel Schwalm e, attraverso un variegato bestiario fiabesco, rivelano virtù e vizi degli esseri umani. Questi animali - non principi e principesse, né fanciulli sprovveduti - in qualche modo, ci spingono a guardare dentro noi stessi lasciando emergere complessità sottintese, sensualità, mistero, vanità, ironia. Le opere sono realizzate con tecnica gouache su carta da parati originale degli inizi del '900. L'influenza della pittura fiamminga, unita ad una tecnica minuziosa, esalta i dettagli e le sfumature di ogni singolo quadro arricchendolo di preziosità e insoliti accenti. Nella recente produzione artistica della Schwalm convivono più mondi e più storie parallele: il dipinto impeccabile al centro del quadro, il racconto tramandato e poi rivisitato in chiave contemporanea e infine la carta da parati con la sua memoria, il suo passato, la sua anima antica.

©  Febo e Dafne, 2016

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