Acque celestiali: la fuga poetica di Eric Zener.

C’è qualcosa di molto speciale in Eric Zener e nelle sue figure perfette immerse nell’acqua. La bellezza dei loro corpi perfetti è enfatizzata dai riflessi di luce convogliati dalla trasparenza di questo elemento naturale. Nelle acque azzure, smeraldine o quasi nere di un affascinante “mondo sommerso” in cui si tuffano e nuotano, queste figure appaiono talvolta come angeli in un’atmosfera da sogno eppure reale.
Il suo stile d’impronta iper-realista, associato da alcuni critici agli ideali della Scuola di Barbizon e della Hudson River School, cattura lo sguardo dell’osservatore. Pur avendo definito la sua ricerca artistica quale espressione di una sorta di “Rinascimento contemporaneo” in una intervista a Jessica Lyons, Eric Zener ha affermato “non cerco di guardare a un autore o a un genere in particolare per trovare ispirazione. È  interessante, però, sentire  cosa vedono gli altri”.
Affascina in modo particolare, nell’opera di Zener, il connubio fra reale ed etereo scaturito da un processo creativo che, per l’artista, nasce dal guardare “alla sua vita, alle esperienze e alle osservazioni che sono legate a essa e che, forse per ognuno di noi, possono essere ispirazione e metafora”. Riguardo alla estetica dei suoi lavori e, in particolare, alla scelta di rappresentare perlopiù figure in costume da bagno piuttosto che nude, l’artista ha spiegato come spesso un nudo enfatizzi troppo il ruolo della figura anziché l’idea nel suo insieme’, ossia una sorta di “nostalgia o desiderio di un giorno meraviglioso per ‘fuggire da tutto’”. Tutto ciò pur riconoscendo ‘l’influenza di un certo sentire americano’.
Ogni opera di Eric Zener è un unicum anche per via della tecnica particolare che da circa dieci anni a questa parte l’artista ha sviluppato per realizzare le sue famose “resine”, sinfonie visive di fotografia e pittura su pellicola e foglia d’oro o argento su tavola cristallizzate in un medium trasparente. Secondo Zener, ‘così come molte declinazioni della creatività, la mia tecnica nasce dalla curiosità di provare materiali e metodi per riuscire a rappresentare le immagini nella propria mente. Riguardo alle resine, fanno quello che la pittura non può… Creano luce all’interno dell’oggetto stesso mentre la pittura non può farlo a tal punto… La gran parte del mio lavoro è incentrato sulla luce e il suo effetto sull’acqua e il corpo’.  Preziosi e profani fondi oro del nostro tempo, le resine di Zener restituiscono il senso di fluidità dell’acqua e catturano la luce che vi filtra o si riflette in superficie, come in A Moment in Time (2013).
Sono immagini di rara bellezza che coniugano spiccato realismo e idealizzazione estetica di corpi armoniosi in movimento nelle trasparenze dell’acqua. Attraverso di esse, sostiene l’artista, “Quel che cerco di dipingere è l’escapismo… un momento per nascondersi, evadere e restare soli con se stessi”.

Da questa riflessione nasce la solo exhibition  di Eric Zener  dal  titolo “Waterscape”. Con una ventina di opere di recente produzione, inclusi alcuni inediti quali Resurfacing, Italian Pool Diver e Long Stretch (2016), questa mostra torinese rappresenta una occasione da non perdere per cogliere le suggestioni di un autore di primo piano nel panorama artistico contemporaneo.
Molte delle opere esposte, per esempio Angel III, Reaching through Darkness, Rising Up, Immersion e Resurfacing, riflettono il modo in cui l’artista vede l’elemento naturale
che più ama.
L’acqua è per Zener medium di trasformazione poiché, come ha osservato egli stesso, “immergendosi nella fluidità rigeneratrice di questo elemento naturale, anche solo per un momento, è possibile evadere, raggiungere livelli di coscienza sommersi e ritrovare la propria luce interiore per poi riemergere ispirati”.

Melanie Zefferino

Heavenly Waters: Eric Zener’s Poetic Escape.

There is something very special in Eric Zener and his representations of perfect figures immersed in water, figures whose beauty is enhanced by light reflections conveyed by the transparency of that natural element. Through the blue, green, and nearly black waters of a fascinating ‘underworld’, diving and swimming figures sometimes  appear to be angels in a dreamlike, yet real atmosphere.
Eric Zener’s hyper-realistic style, which captivates and amazes the viewer, has been related to the ideals of the Barbizon and Hudson River Schools by some art critics. Yet, while defining his own artistic research as an expression of a ‘contemporary Renaissance’ in an interview to Jessica Lyons, Eric Zener has also affirmed ‘I don’t seek to find a particular person or genre to draw inspiration. It is interesting to hear what others see, however’.

Extremely fascinating in the artist’s works is the fact that they merge the real and the ethereal in a creative process which, for Eric, starts with looking at his ‘own life, experiences, and observations that relate to it, and perhaps all of us, as inspiration and metaphors’. When asked about the aesthetics of his images and, more particularly, his choice of representing figures in a bathing suit more often than naked, he explained that ‘often a “nude” is too charged with the “figure” and not the whole idea’, which is about ‘nostalgia, or yearning for a beautiful day to “escape from it all”’. Then, he concluded acknowledging that ‘American sentimentality may have an influence’.
Over the last ten years Eric Zener has developed a particular technique to make his mixed media works, each of which is a unicum, a visual symphony of photography and oil painting on transparency over gold or silver leaf crystallised in resin. According to the artist, ‘like most versions of creativity, my new
technique is born out of curiosity to try methods to achieve what you see in your mind. For the resins, they do what painting can not… They create light within the object itself where paint can not to the same degree… Most of my work is about light and its effect in water and the body. The depth and light I can achieve with the resins is exciting for me’. 

Precious and profane gold-ground panels of our time, Eric Zener’s resins do give a sense of the fluidity of water while capturing the light that passes through it  or reflects on its surface, as in A Moment in Time (2013). Indeed, these stunningly beautiful images conjoin realism and aesthetic idealisation of perfect human bodies moving through transparent waters, in which they are almost always submerged.
Lying behind these depictions, as their author explained in brief, is his endeavour to paint ‘escapism. It  is about  having  a  moment of hiding, it’s about being out there on your own’. Springing from that reflection is Eric Zener’s solo show
‘Waterscape’ at the Galleria Febo e Dafne, with which the artist returns to Turin after nearly seven years from his debut at the Galleria Dieffe.  
Featuring some twenty mixed media works created over the last six years, including the unpublished Resurfacing, Italian Pool Diver and Long Stretch, this display has offered the opportunity to admire in Europe the alluring visions of an outstanding protagonist of the International contemporary art scene. Many  of the works on  display, for instance Angel III, Reaching through Darkness, Resurfacing, Immersion, and Rising Up, mirror the artist’s view of the natural element he loves most. To Eric Zener   it is ‘a fluid which is more than just water. It is a vehicle that can transform us, if for only a moment, to let go, reach out, refresh and move through its gentle soft caress to rise again inspired’.

 

© Eric Zener / Trillium Graphics.

Recensione / Review

 

Emanuele Rebuffini, "L'escapismo fluido 

di Eric Zener", La nuova Società

13 dicembre 2016.

VIDEO OF THE OPENING

©  Febo e Dafne, 2016

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