Danièle Zucker

Danièle Zucker - Transmutation 

Queste opere non rappresentano l’Himalaya; cercano piuttosto di farne percepire la presenza. Nata da un viaggio in Ladakh, nel cuore della catena himalayana, non mira a raffigurare la montagna, ma a trasmettere l’esperienza di un incontro con una forza più grande di noi.

L’Himalaya appare come un paesaggio di tensioni: un territorio fratturato, piegato, contorto, nato dalla collisione di placche tettoniche. Non sono montagne pacifiche. È un paesaggio che ci avvolge, impone la sua potenza e la cui violenza originaria ha generato una bellezza assoluta.

Per l’artista, l’Himalaya diventa una metafora delle nostre vite, anch’esse segnate da urti, fratture, ferite e prove. Una volta attraversate e trasformate, queste esperienze possono diventare ciò che ci costruisce e ci dà profondità.

La linea d’oro incarna questa possibilità di trasformazione: la capacità di trasformare il piombo in oro, le ferite in forza, ciò che ci colpisce in ciò che ci eleva.

Ogni tratto è realizzato a mano, con foglia d’oro a 23,75 carati. Questo gesto ha richiesto una lunga ricerca tecnica, a partire dalla scelta della carta: il supporto doveva essere denso, ricco di texture e capace di accogliere l’oro senza assorbire lo strato preparatorio applicato a pennello. Il primo segno è tracciato in un unico gesto. Una volta posato, diventa irreversibile.

Le foglie d’oro vengono poi applicate una a una, con un gesto lento e preciso.

Quest’opera profondamente incarnata si sente tanto quanto si contempla. Collega il momento presente all’eternità e le traiettorie delle nostre vite a qualcosa di più grande di noi.


Danièle Zucker - Quantum Dream

Danièle Zucker nella serie Quantum Dream trae ispirazione dalla meraviglia evocata da due esperimenti di fisica quantistica, immergendoci nel regno dell'infinitamente piccolo, dove prevalgono il mistero e la stranezza. In questo mondo inafferrabile, due fenomeni hanno riacceso i ricordi delle storie della sua infanzia, in cui gli eroi attraversavano i muri senza sforzo, come per magia. l’artista sognava di fare lo stesso e, ancora oggi, ogni accenna alla possibilità di trascendere la materia la affascina. Questo “miracolo” si verifica quando l'elio, raffreddato a una temperatura vicina allo zero assoluto, diventa superfluido e passa senza sforzo attraverso le pareti del suo contenitore. Allo stesso modo, quando un elettrone viene proiettato contro una superficie sottile, a volte sfida le aspettative e passa attraverso, invece di rimbalzare. Spinto da questo fascino, ha progettato un dispositivo e proiettato l'acqua su di esso. Ha osservato con soddisfazione che, mentre una parte dell'acqua rimbalzava indietro, una parte perforava la barriera, creando forme enigmatiche e allo stesso tempo piene di energia vibrante.

Danièle Zucker, cresciuta in un universo in cui l'arte era onnipresente, ha avuto un primo colpo di fulmine artistico durante la sua infanzia di fronte al ritratto di Philippe Le Bon di Rogier Van der Weyden. Dopo aver esplorato altre forme di espressione artistica, la fotografia si è imposta come una necessità. Congelare in immagini ciò che la emoziona è stata la prima forza motrice della sua pratica. Questo le permette di cogliere ciò che è disponibile per i suoi sensi, accettando al contempo che la bellezza che la commuove non cessa di sfuggire.

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