MIA Fair 2026
con gli artisti
Diego Dominici, Marta Scavone e Danièle Zucker
Dal 19 al 22 marzo 2025
giovedì e venerdì 11:00 – 21:00
sabato e domenica 11:00 - 20:00
Superstudio Più
Via Tortona 27, Milano
Descrizione del Progetto:
Per questa edizione del MIA 2026, presentiamo tre serie di fotografie che ci permettono di viaggiare attraverso lo sguardo degli artisti: Diego Dominici, Marta Scavone e Danièle Zucker. Una metamorfosi che si crea tra opera e spettatore. Una cerca di raccontare una storia e l'altro cerca di interpretarla attraverso le sue esperienze. I volti che si nascondono dietro le maschere, il movimento dell’acqua dovuto alle leggi della fisica ed una serie di fotografie surrealiste sono il punto di partenza per questo viaggio di emozioni che faremo insieme.
Diego Dominici porta la sua nuova serie Mimesi, che ci racconta come il mondo contemporaneo ci fa costruire un'immagine digitale, da mettere in una vetrina per il mondo e sul mondo. La maschera utilizzata nella serie fotografica veniva indossata esclusivamente dalle donne tra il XVII e il XVIII secolo. La moretta, questo il suo nome, era una piccola maschera in velluto nero non dotata di bocca, essendo proibite di proferire alcuna parola. Veniva infatti tenuta aderente al viso mordendo un bottone al suo interno. Divenne molto popolare proprio per questo suo aspetto che le rendeva estremamente seducenti e desiderabili. In questa serie fotografica, il vuoto che la maschera crea, simboleggia la necessità di ognuno di avere una realtà sociale differente da quella dei social. Infatti l'immagine artefatta, seppur necessaria, ci costringe ad una nuova forma di solitudine e di lontananza sociale. Il vuoto cromatico che la maschera crea, vuole rappresentare la finta immagine che proiettiamo verso l'esterno.
Marta Scavone, porta la nuova serie Bazaar of the Unconscious. Un progetto di fotografia di autoritratto surreale che esplora le connessioni tra l'inconscio e il conscio, utilizzando materiale onirico - immagini, simboli ed emozioni - per affrontare questioni sociali e politiche. Ogni immagine è una narrazione autonoma e raffigura l'artista attraverso un pannello di vetro trasparente, una metafora del fragile confine tra sogno e veglia. Oggetti simbolici popolano la scena, i loro colori vivaci e la composizione teatrale creano un dialogo tra il familiare e l'inaspettato, invitando lo spettatore a decodificare l'indetto e riflettere sul rapporto tra l'individuo e la società contemporanea.
Danièle Zucker nella serie Rêverie Quantique trae ispirazione dalla meraviglia evocata da due esperimenti di fisica quantistica, immergendosi nel regno dell'infinitamente piccolo, dove prevalgono il mistero e la stranezza. In questo mondo inafferrabile, due fenomeni hanno riacceso i ricordi delle storie della sua infanzia, in cui gli eroi attraversavano i muri senza sforzo, come per magia. L’artista sognava di fare lo stesso e, ancora oggi, ogni accenna alla possibilità di trascendere la materia la affascina. Questo “miracolo” si verifica quando l'elio, raffreddato a una temperatura vicina allo zero assoluto, diventa superfluido e passa senza sforzo attraverso le pareti del suo contenitore. Allo stesso modo, quando un elettrone viene proiettato contro una superficie sottile, a volte sfida le aspettative e passa attraverso, invece di rimbalzare. Spinto da questo fascino, ha progettato un dispositivo e proiettato l'acqua su di esso. Ha osservato con soddisfazione che, mentre una parte dell'acqua rimbalzava indietro, una parte perforava la barriera, creando forme enigmatiche e allo stesso tempo piene di energia vibrante.