Pottery Invaders
Pier De Felice
A cura di Carina Leal
Dal 17 settembre al 1 ottobre 2026
Ouverture TAG giovedì 17 settembre dalle 18 alle 21
Un legame storico, quello tra Pier De Felice e la galleria Febo e Dafne, che dura da quasi dieci anni e che si rinnova il 17 settembre per presentare l'ultimo e sorprendente capitolo della ricerca dell'artista: "Pottery Invaders". La mostra non è una rottura con il passato, ma la naturale e ironica evoluzione di un percorso artistico da sempre incentrato sulla memoria della materia, sulla sostenibilità e sulla riscoperta poetica della quotidianità. Il lavoro di De Felice si è sempre sviluppato per stratificazioni, sia fisiche che concettuali. Lo abbiamo visto nel ciclo Assemblages, dove i materiali di recupero diventavano organismi nuovi, e lo abbiamo ritrovato in Sottopelle (2023), dove il punteruolo incideva il supporto e la resina accoglieva parole, frammenti musicali e visioni intime, curando le ferite dell'uomo e del pianeta attraverso la perseveranza del mondo vegetale. Se in Piccoli spiragli di poesia (2024) la realtà si trasformava in un universo intimo e segreto, e in Pottery Dancers (2025) la ceramica si muoveva in una danza silenziosa e leggera nello spazio, oggi assistiamo a un vero e proprio cortocircuito visivo.
In Pottery Invaders, la terra cotta smaltata cessa di fluttuare nell'aria e decide di "invadere" la pittura e il supporto. Plasmata dall'artista, la componente ceramica si immerge direttamente tra le stratificazioni dell'opera, creando un sofisticato gioco di sdoppiamenti e corrispondenze plastiche in cui la superficie pittorica e la materia tridimensionale si fondono e si mettono a specchio. Questa inedita incursione materica porta con sé una decisa e vibrante evoluzione stilistica. I colori si fanno accesi, saturi e brillanti — come i caldi arancioni e i verdi rigogliosi che animano le composizioni - traghettando i lavori verso un'estetica marcatamente Pop. Anche i soggetti della natura di uso quotidiano - da sempre cari all'artista come simboli di libertà e resistenza - mutano pelle: frutti esotici, foglie imponenti e cactus popolano lo spazio con un tono più divertente, leggero e ironico. Questa chiave ludica dissacra la realtà senza mai sminuire la profonda serietà della ricerca concettuale e della salvaguardia del bello che da sempre contraddistingue De Felice.
A rendere ancora più evidente questa tensione poetica è la scelta dei supporti dal profilo irregolare, dove i bordi grezzi del cartone ondulato industriale vengono lasciati volutamente visibili, quasi a nudo. Questo contrasto radicale tra l'anima "povera" e recuperata del cartone e la preziosità vitrea, lucida e levigata della resina e dello smalto ceramico incarna perfettamente la poetica dell'artista. Inoltre, la frammentazione dello spazio visivo attraverso composizioni non convenzionali, dittici e installazioni d'ambiente che integrano elementi reali, scardina la visione tradizionale della tela e invita l'osservatore a ridefinire il proprio rapporto con l'oggetto quotidiano. Pottery Invaders celebra così un felice paradosso: l'invasione della materia si trasforma in un atto di libertà, dove il gioco, il colore e il recupero diventano gli strumenti definitivi per continuare a cercare e proteggere la bellezza del nostro mondo.